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  • Valentina Sarno

Un mese sempre più gay.

Per tante cose, c'è una giornata: la giornata per farti conoscere e ricordare della tal malattia, la giornata della mamma, la giornata che ricorda un evento. Per altre, come il mese PRIDE, o, in America, il Mese della Storia dei Neri, ci viene chiesto di parlarne per un mese intero.

Il fatto è che quando di parla di gay, giustamente mi fa notare un'amica, si è tremendamente riduttivi se per gay si intendono solo le persone omosessual. Addirittura a volte si intendono solo gli uomini omosessuali.

Tutte le letterine

LGBT oppure LGBTQQIAAP??

In Italia si parla di gay, sempre più spesso di LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali), e talvolta addirittura di LGBTQ (dove la Q sta per "queer" (da Wikipedia: "Queer" è un termine generico utilizzato per indicare coloro che non sono eterosessuali o non sono cisgender. È un termine della lingua inglese che tradizionalmente significava "eccentrico", "insolito". Aggiungo io: un tempo veniva anche usato per dire "checca" e quindi era un modo offensivo per chiamare gli uomini gay) o per "questioning" (persone che non hanno ancora definito la propria identità sessuale o di genere). Addirittura all'estero si arriva a LGBTQQIAAP, a volte abbreviato in LGBTQ+. Io capisco l'importanza dei termini, ma ad esempio già dai primi tempi delle prime letterine ragionavo che una donna lesbica è una persona omosessuale, e per me gay vuol dire semplicemente persona omosessuale, sicchè una lesbica è gay e quindi perchè ci dev'essere sia la G che la L? Ho poi visto che la maggior parte delle donne omosessuali preferisce il termine lesbica e ok, cerco di usare quello.


Non sono una fan dei vari termini perchè mi sembra che il discorso si stia complicando sempre di più ed è chiedere un po' troppo alla persona che a malapena riesce ad accettare la coppia omosessuale come vicino di casa o a non prenderla in giro o rimanere stranita da vederli scambiarsi affettuosità come farebbe una coppia eterossessuale.


A me piace riassumere tutte le diverse sessualità in gay, perchè è facile da capire, ed è tuttora sinonimo di gioia. Gioia di scegliere, di essere, di sentirsi ed amare come vogliamo. Io, fondamentalmente eterosessuale, non escluderei affatto se non fossi sposata di innamorarmi o semplicemente prendermi una cotta per una donna: è successo in gioventù, con più di una donna anche se una è rimasta e rimarrà sempre speciale. Non mi rende omosessuale perchè sono al 98% attratta dagli uomini e quindi mi definisco, quando devo, eterosessuale, ma ci sono donne che suscitano lo stesso effetto su di me che susciterebbe un uomo che "è il mio tipo". In ogni caso, uomo o donna, non farei niente al riguardo in quanto sono una donna sposata. Non sono omosessuale, ma mi piacerebbe potermi definire "talvolta gay", se proprio dovessi raccontarti le mie preferenze sessuali ed emotive.


Nelle nuove diciture c'è una letterina anche per me, pare, e secondo le fonti sarebbe o la Q (da wikipedia: Queer è un termine che racchiude le minoranze sessuali e di genere che non sono eterosessuali o non sono cisgender), o la A di "Allies" ( - alleato che si definisce eterosessuale ma supporta le persone della comunità LGBT+) e non la "A" di asessuale, non attratto/a da nessun genere).


Poi all'interno delle letterine c'è anche l'identità di genere. E lì è diverso e molto più complesso. Se tu sei nato con gli attributi fisici femminili, ma ti senti ragazzo e poi uomo, a un certo punto della tua vita se sei molto fortunato poi "riassegnare" il tuo corpo al genere che ti senti, e quindi fare una serie di operazioni e procedure per niente simpatiche che ti portano alla fine finalmente a sentirti libero e vederti allo specchio come l'uomo che ti sei sempre sentito. Sei quindi un uomo. MA a quel punto potresti essere attratto dagli uomini, e quindi essere un uomo trans omosessuale, oppure dalle donne, e quindi essere un uomo trans eterosessuale. Sei quindi un uomo trans gay o eterosessuale, oppure una donna trans lesbica o eterosessuale. Potresti addirittura non sentirti sempre un uomo nè sempre una donna, oppure non essere sicuro COSA ti senti, ma hai diritto a vivere felice comunque, e allora come ti definiamo?


Da sempre ho odiato i confini, le definizioni, se non necessarie al contesto in cui stiamo parlando.


Per me la donna trans è una donna, e delle sua sessualità non mi interessa a meno che avessi intenzione di corteggiarla io o farla incontrare ad un amico o amica. Magari però mi interessa farle domande per scrivere un articolo sulle donne trans o per capire se offenderei o meno le donne come lei parlandone in un certo modo e allora mi interessa che sia una donna trans nello specifico. Il contesto: è importante.


Il discorso si complica ulteriormente quando si parla di persone che non vogliono essere definite nè uomo nè donna. E allora lì il problema deriva dalle limitazioni linguistiche: in inglese hai la possibilità di evitare i pronomi per la maggior parte del tuo discorso. In italiano è assolutamente impossibile: ogni verbo, ogni aggettivo, deve per forza finire o al femminile o al maschile. E quindi? Alla fine io dico, la tigre è maschio o femmina e non ci poniamo mica problemi al riguardo, a me nella mia ingenuità mi verrebbe da dire che userò il pronome che più istintivamente mi viene da usare secondo il tuo aspetto fisico, se poi mi dici "per favore usa il maschile" userò il maschile e se non vuoi nè l'uno nell'altro accidenti non posso parlarti! Magari posso parlare di te dicendo "loro sono contenti" (ma già devo usare il maschile plurale) ma di certo non posso DIRE (tu sei content*) .


E quindi? Se una persona non si identifica con nessun genere non possiamo parlargli/le/* ma solo scriverle un'email?


E qui arriva dove io tiro la riga. Non solo per questi ultimi ma anche per i primi: dobbiamo lottare, ferocemente, perchè ognuno possa scegliere di essere chi si sente, il genere che si sente, e perchè la loro sessualità sia un po' quella che gli pare, purchè con persone consenzienti. Sono tutti tutti affari loro, come a nessun eterosessuale che mi legge verrebbe in mente di discutere delle proprie preferenze sessuali con chiunque non sia il proprio partner sessuale o miglior amico/a.


La sessualità è affar tuo: a me personalmente dà fastidio vedere gli eterosessuali che si sbaciucchiano e si toccano in pubblico ma non mi dà fastidio vederli abbracciare e tenersi la mano, e lo stesso vale per gli omosessuali.

Il tuo genere è buono saperlo, per sapere come esprimermi con te, ma al di là di questo non ho alcun problema a parlare con te al maschile o al femminile, se mi dici quale usare.

Tutto ciò che va oltre questo dipende dalla nostra confidenza, dal nostro livello di amicizia o di scambio, di qualsiasi genere o sessualità tu sia. Mi è stato suggerito anche il termine "non-normativo". Ma, primo, in Italia si usa ancora poco. E, secondo, ricorda un po' troppo la parola "normale". Anche dire "non nella norma", è vero che significa "non nella maggioranza dei casi a cui siamo abituati", ma anche quello ricorda troppo il "fuori norma", e di nuovo, non normale nel senso di non buono, e non nel senso che dovrebbe avere e cioè "non usuale, non nella maggioranza di casi".


Mi piace di più la connotazione di "non comune", perchè più nell'immediato fa pensare a una cosa che c'è, è ed è sempre stata "normale", parte della vita e del mondo, ma magari non è comune. Ad esempio, tra i cani ci sono dei colori del manto meno comuni degli altri, e pur essendo "normali", sono decisamente "non comuni". E a me "non comune fa pensare a qualcosa di buono, di interessante, di diverso in senso positivo, perchè ci stimola a vedere le cose diversamente, a vivere le cose di sempre in modo nuovo, e questo è sempre e solo positivo. Mi fa pensare a vedere sempre tutto in un piacevole e familiare set di colori, ma poi tac! un colore nuovo, un abbinamento diverso, e i sensi e la mente sono subito interessati.

E' per questo che sono d'accordo a che il movimento PRIDE si sia appropriato della bandiera arcobaleno, che io da vecchia grunge degli anni '90 conoscevo come la bandiera della PACE. E' per questo che mi piace usare la parola gay, con la connotazione di qualcosa di gioioso e di diverso, perchè quando si è sè stessi, e non si cerca di essere come la maggior parte degli altri, si è pieni di gioia. Non proviamo tutti gioia quando siamo noi stessi, quando abbiamo il lavoro giusto per noi, quando viene apprezzato il nostro talento, pur essendo donne, pur essendo stranieri, pur essendo del sud e vivendo al nord, pur essendo italiani vivendo in finlandia, pur essendo figli di contadini e vivendo in città, o pur essendo degli zingari come me e sentendosi a casa?


La risposta è sì.


A tutti noi piace essere riconosciuti dagli altri e visti come ci vediamo noi, ed apprezzati per questo.


Quindi.


Bisogna lottare, con ferocia e determinazione, perchè a nessuno venga resa la vita difficile per via del loro genere o la loro sessualità. E tutti devono poter essere liberamente il genere che sono ed essere trattati con rispetto, dignità e libertà secondo quale sia il loro genere. La sessualità per me va espressa con garbo, e in modo mirato (in discoteca, con amici, in un bar dove flirtiamo o in ufficio, siamo diversi e ci esprimiamo diversamente tutti no?), ma ci sono molte culture dove invece si esprime molto apertamente, e sono pronta anche ad accettare le mie limitazioni in quel senso. Per molti è normale veder sputare per terra e a me invece causa ribrezzo. Ma quello è un limite mio, per carità.


PRIDE vuol dire orgoglio. PRIDE vuol dire che le persone con identità di genere o sessuali che non siano i più comuni, non solo hanno diritto ad essere trattati con dignità e non uccisi, messi in galera, maltrattati, derisi o penalizzati in tutti gli aspetti della vita, ma hanno anche diritto ad essere felici, fieri di chi sono, apertamente chi sono, con gioia. E' per questo che a me piace dire che questo è il mese in cui tutti noi proviamo ad essere molto più gay, e cioè, è il mese in cui troviamo, produciamo e lavoriamo verso avere molta più gioia.



Idris Elba figo


Idris Elba più gay (ma sempre figo)





https://www.gay.it/queer-significato

https://www.bbc.com/news/newsbeat-33278165

https://edition.cnn.com/interactive/2019/06/health/lgbtq-explainer/


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